22/08/2025

Cosa ho imparato lavorando in aziende con fatturato oltre il miliardo (e perché serve alla tua struttura)

Cosa ho imparato lavorando in aziende con fatturato oltre il miliardo (e perché serve alla tua struttura)

“A quanto vendi i prodotti? Quale margine vuoi ottenere?”

Glielo chiesi mentre eravamo seduti nel suo agriturismo, davanti a un foglio bianco su cui avremmo dovuto progettare il suo nuovo sito. Voleva un e-commerce per vendere olio e conserve ai clienti tornati a casa. Non sapeva rispondere. Non per pigrizia: semplicemente nessuno gli aveva mai detto che la prima domanda di un progetto digitale non è “che colore mettiamo nel menu”, ma “quanto ti deve rendere”.

Le lezioni delle grandi aziende che ho visto da vicino servono esattamente a questo. Nei miei oltre 15 anni nel digitale ho lavorato come programmatore e poi manager in aziende quotate con fatturato annuo superiore al miliardo di euro — HelloFresh e Rocket Internet tra le altre. E la lezione più importante che porto con me oggi, quando curo l’immagine di un hotel o di un agriturismo, è una sola: ogni azione deve avere un obiettivo concreto e misurabile, e ogni strategia deve essere costruita per raggiungerlo.

Le grandi aziende non improvvisano (e non lasciano nulla al caso)

Un’azienda da un miliardo non arriva lì per fortuna. Lo scoprii presto: dietro ogni campagna, ogni pagina, ogni email c’era un numero che doveva muoversi. Se un’iniziativa non contribuiva a un obiettivo o non era in grado di generare fatturato in modo prevedibile, semplicemente non si faceva. Non perché mancasse la creatività, ma perché le risorse — tempo, soldi, persone — sono finite, e vanno messe dove rendono.

Questo non significa zero rischio. Significa rischio calcolato. Una regola che ho visto applicare costantemente è quella dell’80/20:

  • l’80% delle risorse va su iniziative con ritorno economico ragionevolmente certo (i canali che già funzionano, le leve già validate);
  • il 20% va su scommesse — un nuovo canale, un test, un’idea che potrebbe non funzionare, ma che se funziona apre un mercato.

È l’equilibrio che permette di avere introiti prevedibili e allo stesso tempo continuare a innovare. Senza quel 20% si stagna; senza quell'80% si fallisce. La differenza con la maggior parte delle piccole attività non è il budget: è il metodo.

Perché questo riguarda anche hotel, B&B e agriturismi

Quando un proprietario di struttura mi dice “voglio un sito” o “devo essere più presente sui social”, quasi sempre manca il pezzo che conta: l’obiettivo. Più prenotazioni dirette? Vendere prodotti? Allungare il soggiorno medio? Riempire la bassa stagione? Sono progetti completamente diversi, con priorità diverse.

Senza quella domanda, ci si affida a una web agency generica e si ottiene un sito “funzionante” e dei profili social “attivi” che però non spostano un solo numero che conta. È un po’ come aprire un negozio e commissionare l’insegna a chi fa le insegne più economiche: la metti, si vede, ma se non racconta chi sei e cosa offri davvero, non attira i clienti giusti — attira passaggio, non prenotazioni.

Il problema è che il danno non si vede subito. Il sito c’è, i social pubblicano, tutto sembra a posto. Solo dopo un anno ti accorgi che hai speso senza che cambiasse niente. Lo stesso meccanismo che fa perdere prenotazioni a chi ha un sito datato senza accorgersene : l’assenza di obiettivi misurabili rende invisibile lo spreco.

Un esempio concreto: l’agriturismo e la domanda da 5%

Torno al cliente del foglio bianco. Voleva un e-commerce per vendere i prodotti della struttura — un investimento più alto di un semplice sito vetrina. Prima di farlo partire, gli ho fatto la domanda che in azienda mi avevano insegnato a fare sempre per prima:

“Se anche solo il 5% di chi visita il tuo sito comprasse i tuoi prodotti una volta tornato a casa, recupereresti l’investimento? E a che prezzo li vendi, con quale margine?”

Non sapeva rispondere. Non aveva dati sul numero di visitatori, non aveva fissato prezzi né margini, non sapeva dire a che punto il progetto sarebbe diventato sostenibile. E qui sta la parte che nessuna web agency a provvigione ti dirà mai: gli ho proposto di fermarci.

Abbiamo ripreso la conversazione solo quando i dati c’erano. A quel punto non abbiamo costruito “un e-commerce”, ma un piano marketing pensato per fare due cose insieme: monetizzare chi già conosceva la struttura (gli ospiti, la lista contatti, chi seguiva i social) e acquisire clienti nuovi, in modo misurabile. Lo stesso ragionamento che spinge tante strutture a vendere i propri prodotti online come seconda fonte di ricavo, ma fatto con i numeri davanti.

Un approccio più superficiale — vendere il sito e incassare — avrebbe prodotto una vetrina “funzionante” e probabilmente non redditizia. Il cliente avrebbe speso senza alcuna certezza sul ritorno. Dirgli di aspettare mi è costato una fattura immediata. Ma è esattamente la differenza tra chi ti vende un prodotto e chi cura il tuo risultato.

Vuoi capire se il tuo investimento online ha senso, numeri alla mano?

Come applicare la regola 80/20 alla tua struttura

Non serve un budget da multinazionale per ragionare come una. Serve scegliere prima i numeri, poi gli strumenti. Un punto di partenza pratico:

  1. Definisci un obiettivo misurabile. Non “più visibilità”, ma “+10 prenotazioni dirette al mese” o “recuperare il costo del sito in 12 mesi con la vendita prodotti”. Un obiettivo che non si misura non è un obiettivo: è un desiderio.
  2. Investi l'80% su ciò che già converte. Per quasi tutte le strutture ricettive significa partire dalle fondamenta: foto professionali che alzano il valore percepito e un sito che trasforma i visitatori in prenotazioni dirette , riducendo la dipendenza dalle commissioni dei portali.
  3. Tieni il 20% per i test. Una campagna in bassa stagione , un nuovo canale social, l’e-commerce dei prodotti. Lo provi, lo misuri, e se rende lo fai crescere. Se non rende, hai perso il 20%, non tutto.
  4. Misura e correggi. Le grandi aziende non lanciano e dimenticano: guardano i dati ogni settimana e spostano le risorse verso ciò che funziona. Anche con un agriturismo, controllare cosa porta prenotazioni e cosa no cambia tutto.

La differenza non è quanto spendi. È se sai cosa ti torna indietro.

La differenza di fare le cose bene

Come nelle aziende da un miliardo, anche per una struttura ricettiva la chiave è la stessa: obiettivi misurabili, strategie mirate, azioni concrete. Non basta avere un sito o un profilo social attivo. Serve una presenza online costruita per ottenere un risultato preciso.

Con il giusto supporto — meglio se un unico referente che cura tutta l’immagine, dalla fotografia al sito alla strategia, senza rimbalzarti tra fornitori diversi — il web smette di essere una voce di costo e diventa uno strumento per:

  • aumentare le prenotazioni dirette, riducendo le commissioni;
  • monetizzare prodotti e servizi aggiuntivi;
  • acquisire nuovi clienti in modo misurabile e sostenibile.

Non è un costo. È un investimento — a patto di trattarlo come tale, con i numeri davanti.